Digitalizzazione nelle PMI: non più un optional ma una necessità

Si sente parlare sempre più spesso del concetto della digitalizzazione nelle PMI. Si sa, l’Italia non si trova a primeggiare per quanto riguarda l’introduzione di nuove strategie siano esse promozionali che di vendita che abbiano il comune denominatore dell’innovazione digitale o tecnologica. Eppure, oggi introdurre nuove tattiche di questo genere in realtà di piccole o medie dimensioni non è solo un’opzione, ma una vera e propria necessità. Continuiamo il discorso esaminando le azioni intraprese (o meno) dalle realtà italiane al riguardo.

 

Digitalizzazione e PMI: lo scenario in Italia

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In questo articolo de l’Osservatorio sulla Digital Innovation del Politecnico di Milano, emerge un quadro interessante. Uno studio condotto su 30 PMI appartenenti a diverse industrie le suddivide in 4 categorie in merito all’approccio digitale:

  • le aziende “impassibili”. Sono quelle realtà che vorrebbero introdurre delle novità, ma fanno fatica a sensibilizzare le figure al vertice al riguardo;
  • le aziende “lente”. Sono a conoscenza dei benefici che potrebbe portare la trasformazione digitale, ma sono ancora impassibili nel mettere una strategia mirata al riguardo, perché vogliono la certezza di risultati tangibili e veloci;
  • le aziende “attive” e “saranno famosi”. In queste realtà il processo di digitalizzazione è iniziano, ma mancano competenze e risorse interne che supportino tale iter;
  • le aziende “imitatrici”. Vogliono confrontarsi con realtà simili alla loro per vedere che azioni sono state intraprese al fine di iniziare un processo di digitalizzazione all’interno dell’azienda.

Le PMI in Italia costituiscono il 99% del totale delle imprese e contribuiscono con il 68% del valore aggiunto totale italiano.

Insomma, si tratta di realtà che sono il cardine economico del Bel Paese, ma la maggior parte fa ancora resistenza quando si parla di innovazione digitale.

I motivi sono diversi. Uno di questi potrebbe essere il gap generazionale presente in queste aziende, in cui spesso e volentieri le figure manageriali e i “decision-maker” sono ancorati a una strategia di crescita aziendale e di promozione che forse andava bene 20 anni fa, ma sicuramente non oggi. Lo stesso discorso potrebbe valere anche per aziende a conduzione familiare, specialmente quelle che rientrano nella categoria dell’artigianato, ad esempio.

Ma oggi si tratta di un’azione che è ormai inevitabile, per i seguenti motivi.

 

Digitalizzazione nelle PMI: perché farlo oggi

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Anche in questo caso, iniziamo con qualche dato emerso dal report annuale di Hootsuite e We Are Social, che illustra i trend in termini di crescita dell’utilizzo di Internet e social media a livello mondiale. Per quanto riguarda l’Italia dal report emerge che:

  • nel 2018 si è registrato un aumento del 10% degli utenti che utilizzano Internet (per un totale di più di 43 milioni di utenti) e i social media (più di 34 milioni di utenti attivi);
  • il 53% della popolazione vede le nuove tecnologie come un’opportunità e non un rischio;
  • il 63% ha fatto delle ricerche online su un prodotto che voleva acquistare;
  • il 53% ha fatto un acquisto online, e le tre categorie più gettonate sono moda e bellezza (spesa totale: USD 4.272 miliardi), elettronica (spesa totale: USD 3.131 miliardi), viaggi, includendo la sistemazione (spesa totale: USD 3.540 miliardi).

Potremmo andare avanti con i numeri, ma già questi dati ci sembrano molto convincenti (comunque puoi consultare il report completo qui).

Insomma, su una popolazione totale di quasi 60 milioni di persone più dell’80% consuma regolarmente dei contenuti online, e utilizza social e motori di ricerca per trovare informazioni su aziende, brand o prodotti.

Nell’immaginario comune gli utenti sui social o una qualsiasi piattaforma online sono i Millennials o la Gen Z, ma in realtà alcuni social, come Facebook e Youtube, ad esempio sono i frequentati anche delle generazioni precedenti come la Generazione X (i nati tra gli anni 60 e gli anni 80) e i Baby Boomers (nati tra gli anni 40 e gli anni 60).

In poche parole, il tuo potenziale cliente, sia che tu sia un’azienda B2B o B2C si trova online e devi adottare la giusta strategia per attirarlo verso il tuo prodotto o servizio.

Per fare ciò è bene considerare anche un altro fattore. I clienti oggi sono cambiati, sono più esigenti verso i contenuti che vogliono vedere online, e vogliono essere coinvolti in diversi modi dall’azienda. Insomma, il cliente non è più passivo e non sono le aziende a “dettare le regole”, ma tutto il contrario.

Dall’altra parte vogliamo essere anche sinceri, il web è ormai saturo di business che vogliono primeggiare, e farsi spazio tra la concorrenza è difficile, e pertanto è bene considerare il tipo di prodotto o servizio che si vende e capire qual è la Unique Selling Proposition, ossia cosa ti distingue dai tuoi competitor. Sicuramente non è un compito facile, ma una volta fatto si può comunicare questo quid in più sui giusti canali.

Introdurre la digitalizzazione all’interno di una PMI non significa solo avvalersi di tools innovativi e un’elaborata strategia di marketing e di vendita (sicuramente ingredienti fondamentali). Significa anche rivoluzione la struttura aziendale e munirsi di risorse che possano sostenere un tale progetto.

Adattarsi alle nuove logiche del mercato dettate da dinamiche prettamente digitali (che si stanno già evolvendo in qualcos’altro), non è facile. Ma con il giusto supporto potrai ritagliarti lo spazio che ti meriti.

Sei una PMI che vuole rivoluzionare il proprio business con una strategia digitale personalizzata?

Siamo a tua disposizione! 
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